giovedì 23 luglio 2015

Peregrinazioni in libreria, novità e wishlist

Da un paio di mesi ho creato sulla mia pagina fb un album intitolato "Ilenia vaga in libreria" dove pubblico le foto dei libri che mi colpiscono maggiormente durante le mie lunghe passeggiate tra gli scaffali. Una sorta di wishlist fotografica la cui caratteristica più evidente è il fatto che sia del tutto irrealizzabile. è più una dichiarazione d'amore ai libri, ai bei libri, che un reale desiderio di comprarli. Sì, perché non è necessario possedere fisicamente i libri per apprezzarli. Il motivo principale per cui vado in libreria è infatti spulciare, scovare nuovi autori, nuove trame, leggere di nascosto, sbirciare cosa scelgono gli altri e appunto fotografare i libri più belli che mi capitano sotto mano. Prendiamo quest'edizione di Moby Dick, ad esempio. Spettacolare.


La mia ultima capatina in libreria, tuttavia, l'ho trascorsa quasi esclusivamente nel reparto novità. Recentemente infatti sono usciti una sfilza di titoli che voglio leggere a tutti i costi. Innanzi tutto, il seguito dell'infinita biografia di Knausgard. Il primo volume "La morte del padre" (di cui vi ho parlato qui) è stata una delle letture più interessanti degli ultimi mesi. La voce di Knausgard non è mai pedante, nonostante le premesse della sua opera monumentale - cioè seguire ogni svolta, ogni traversa, ogni piccolo dettaglio della sua vita - o forse lo è - pedante, intendo - ma ne siamo avvinti. C'è del voyeurismo nella lettura dei suoi romanzi fiume? O li vogliamo definire non-romanzi? Cronache? Non lo so. è certamente qualcosa di diverso, certamente c'è della bellezza anti convenzionale nel suo racconto, quasi dimessa, senza per questo perdere un briciolo di vivacità e di colore.  Zadie Smith sostiene che sia come il crack, e in effetti, ne voglio ancora.  

Altra novità, il nuovo romanzo di Richard Ford, edito sempre da Feltrinelli (come Knausgard). Ho amato "Canada", un romanzo sui confini, sull'attraversamento dei limiti, sul passaggio da un luogo ad un altro della vita. L'attraversamento di una frontiera (destinazione: Canada) diventa lo sconfinamento, forzato, della linea d'ombra. Ogni pagliuzza di sentimento è stata illuminata dalla prosa di Ford (un approfondimento qui). E certo, potrei recuperare i suoi romanzi meno recenti come, ad esempio, Independence Day con cui ha vinto il Pulitzer (e anche il PEN!) e che possiedo in ebook da un secolo e mezzo, circa. Meno male che gli ebook non s'impolverano! Eppure "Tutto potrebbe andare molto peggio" m'ispira tantissimo, sarà colpa di questa recensione? 

Per Bompiani, invece, dopo tredici anni esce il nuovo romanzo di Michael Faber, l'autore de "Il petalo cremisi e il bianco" che io NON ho letto (sì, unica al mondo, resisto). So che è una narrazione di culto, consigliato anche ai sassi. Eppure, non ha mai suscitato alcuna attrattiva su di me. Quest'ultimo titolo invece ha una trama portentosa, tra viaggi intergalattici e disastri ambientali, decisamente più nelle mie corde che l'ennesima ambientazione vittoriana. Ed è stato anche consigliato da una delle mie youtuber preferite: Jen Campbell

Questo è invece uscito da un paio di mesi ma per me è ancora una novità (scusate, non reggo i ritmi forsennati del mercato in cui dopo quindici giorni un libro smette di essere appena uscito). Si tratta di un autore conosciuto per il suo eclettismo stilistico e la sua straordinaria immaginazione: David Mitchell. Cloud Atlas è un romanzo che non smetterò mai di consigliare, in mezzo a tanto piattume narrativo, la sua originalità spicca. The bone clocks , tradotto in italiano con Le ore impossibili, da Frassinelli, sembra non essere da meno. Almeno perciò che concerne l'immaginazione (la copertina è alquanto appropriata). Voglio leggerlo da un po' ma non mi decido mai a comprarlo. In inglese costa quasi la metà ma la versatilità di Mitchell (soprattutto dal punto di vista linguistico) mi frena moltissimo. Sarebbe un peccato non potersi godere appieno tutte le sfumature della sua prosa! 

Reduce dal premio Strega, il libro di Wanda Marasco è un'altra novità interessante. Edito da Neri Pozza, è il romanzo di cui ho sentito parlare meglio in mezzo al cicalare dello Strega. Le biografie romanzate sugli artisti (in questo caso, Vincenzo Gemito), dovrebbero poi essere inattaccabili, almeno dal punto di vista dell'intreccio. Impossibile che non sia quanto meno affascinante. Diana ne è rimasta estasiata. 

Un classico della nostra letteratura, Lo cunto de li cunti di Giovanni Basile, in nuovi vesti grafiche ed editoriali, in occasione dell'uscita del film di Garrone (che pare abbia deluso sia critica sia pubblico). Cinquanta fiabe, un testo ricco, smanioso, barocco. Quello che è stato definito da Calvino un "deforme Shakespeare partenopeo". In alternativa a questa gigantesca edizione critica (che però io preferisco), c'è anche questa Adelphi (tradotta però in italiano). 

Ultimamente sono stata contagiata da una strana febbre, il suo nome è Philip Roth. A parte il desiderio di leggere tutto ciò che ha scritto di suo pugno, mi sono ritrovata a desiderare anche questi due testi collaterali. Una figura ciclopica come la sua non poteva non generare uno sciame di domande aperte sulla sua vita, per cui io provo una curiosità sconfinata. Ringraziate che io ne abbia scelti solo due tra i tanti. 




Infine, romanzi a caso che vorrei leggere senza un ben specificato motivo (alcuni sono stati consigliati da voi, altri scovati in libreria, altri adocchiati in qualche articolo di giornale, altri ancora in modo del tutto casuale hanno catturato il mio sguardo). In particolare, di Mouawad (prego di non dover mai pronunciare il suo nome in pubblico) e di Luiz Ruffato ho sentito discutere tanto negli ultimi mesi e sono decisamente lontani dalle mie letture abituali (basta Stati Uniti, basta). Una nota di merito alla casa editrice La Nuova frontiera, il loro catalogo (che si occupa di scritti in lingua castigliana, catalana e portogheseè ottimo, soprattutto sono tentata da Valeria Luiselli e Yuri Herrera. Quest'impronta culturale e linguistica non è un limite, anzi, permette l'attraversamento delle frontiere nazionali. Gli autori pubblicati dalla casa editrice vengono dalla penisola iberica, così come dal Sud America fino ad arrivare in Africa. Pensate che io ho sentito parlare di Yuri Herrera da una youtuber britannica!  Invece devo ringraziare la piccola ma agguerrita community di lettori forti e intrepidi di anobii (prima che diventasse invivibile per via dei malfunzionamenti tecnici) per aver sentito parlare del lavoro di Valeria Luiselli. Le case editrici indipendenti in sinergia con i lettori possono far venire alla luce splendide realtà letterarie. Non scordiamolo mai. 
In più, ho aggiunto una mia mancanza: Dos Passos. Perché ancora non l'ho letto e no, non è giusto. Bella quest'edizione Baldini&Castoldi. Dicevamo, sugli Stati Uniti?