giovedì 3 marzo 2016

In corso d'opera

Quante cose nella nostra vita sono in cantiere? Non ancora perfettamente definite, incerte, ma pur sempre promettenti? Nella mia, praticamente tutte. A cominciare dai miei progetti di lettura, ovvero la mia TBR (to be read), la pila di libri che sosta sul comodino, sempre in costante mutamento, a seconda di ciò che arriva sugli scaffali dopo le mie scorribande in libreria, a seconda delle mie lune. 

Nutro sempre una certa curiosità per i volumi che transitano sui comodini di ogni lettore, libri che stanno per essere letti ma poi vengono riposti sullo scaffale, altri che vengono d’istinto tirati fuori dagli angoli polverosi nei quali erano stati riposti e dimenticati, ma che poi ci rapiscono per giornate intere, inaspettatamente. 

Si badi, “sul comodino” è uno status che indica l’interesse, più o meno definito, dimostrato da ogni lettore, in un momento particolare, verso un determinato titolo. 
Voglio questa definizione sulla Treccani, vi avverto. 

Questo “interesse” - che può anche limitarsi ad una semplice impressione o sensazione vaghissima che ci spinge verso quel titolo - ci porta ad impilare i diversi libri verso i quali siamo attratti in un’immaginaria o concretissima e traballante colonna che, di solito, si trova sul nostro comodino. Più questa pila si accumula - e non è raro - più siamo motivati a dare un ordine alle nostre letture, un’agenda. Per questa attività, certo, bisogna avere un’indole promiscua. Avere più amanti è un’arte che solo in pochi riescono a padroneggiare. Ci sono gli spiriti fedeli che raramente tradiscono il titolo prescelto, compagno di giornate dedicate solo ed esclusivamente a lui. Non appartengo a tale categoria.

La vita di un lettore raramente si interrompe; anche quando non si è intenti nella lettura, scegliamo, scartiamo, pensiamo sempre alle storie che ci aspettano. Compiliamo liste, nutriamo aspettative, prepariamo progetti di lettura. Anche queste attività collaterali sono interessanti, quindi oggi vi parlerò dei libri “sul mio comodino”. 


Libri terminati (o forse ancora no)


Rosemary’s Baby (proprio la scorsa settimana, ho rivisto il film di Polanski) e Dalle rovine li ho già letti e saranno presto protagonisti di un nuovo appuntamento con #sceglindipendente. Entrambe le narrazioni giocano con elementi bizzarri ed inquietanti. Il primo è un classico della letteratura dell'orrore (avete visto la prima stagione di American Horror Story? è tutta una grande citazione del romanzo di Ira Levin), il secondo è un oggetto ibrido che ha saputo stupirmi per lo stile icastico dell’autore (esordiente!). 

Ho anche terminato la lettura di "Io e Mabel", un memoir sull'arte della falconeria e sull'elaborazione del lutto. Due attività intrecciate a doppio filo, forse per i motivi sbagliati. Quello che vi colpirà è il modo in cui la MacDonald abbia creato delle false corrispondenze tra l'arte di addestrare un animale selvatico e la sensazione (puramente illusoria) di liberà e potenza. Il finale ci rivela ancora più intensamente quanto questo sia un libro lontano da qualsiasi romanticismo, distante da risposte certe e facili metafore. Ti mette a dura prova ma ti ripaga di ogni minuto speso nella sua lettura. Mi ha aiutato tanto per motivi nascosti, anche a chi mi conosce meglio.  

Questi tre titoli si trovano sul mio comodino in attesa di essere riposti sullo scaffale. Serve, secondo me, un periodo di transizione per mettere da parte un libro. A volte serve per riflettere meglio su cosa ci ha lasciato, altre volte è un questione pragmatica: avere un libro appena finito sotto mano può servire per elaborare una recensione, per rileggere qualche passaggio, farsi un’idea più precisa. 

Proseguiamo adesso con i libri in lettura


Ho iniziato "La peste". Un autore come Camus, non saprei nemmeno come introdurlo. Quasi di nascosto, ho terminato recentemente la lettura de "Lo straniero", dello stesso autore. Sì, sono capace di leggere libri di cui non parlo. E spesso sono i più "pericolosi". Libri multiformi, che non sai ancora come definire. Libri che ti caricano di dubbi. Libri che rileggerai. Ed è lo stesso, per il momento, con "La peste". Ci sono autori che per capirli bene, devi leggere tutto ma proprio tutto ciò che hanno scritto. E rileggerli, poi. 

"Breve storia di sette omicidi" mi squadra da un bel po'. Il Man Booker Prize e i suoi candidati hanno fatto molta pressione su di me, lo ammetto. Ho iniziato a leggere quasi tutti i finalisti e ne ho portati a termine tre. Il più feroce è stato "A little life" (un mattone di novecento pagine) che mi ha scoraggiato. Dopo un po' di tempo, ho deciso di comprare in italiano il vincitore del premio e dargli una possibilità, data la quantità di belle parole spese nei suoi riguardi. Ci siamo amati fino a pagina cento. è un monstre linguistico, un labirinto di storie, una vera montagna da scalare. Mi piace. Ma ho bisogno di tempo, abbiamo bisogno di tempo. Spero di conquistarti, Marlon James

Poi c'è un ebook che non vedete in foto perché - come potete immaginare - l'inchiostro elettronico non è molto fotogenico. "A sangue freddo" di Capote. Lui è l'autore del mese. Ho letto in una Domenica pigra, "Colazione da Tiffany" che mi ha rinfrancato per tutta la lettura fino all'ultima parola e all'ultimo punto, quando ho capito che la tristezza di questo libro non mi avrebbe lasciata per molto tempo. Solitamente combatto il vuoto (e la mestizia) lasciati dopo la lettura di un libro, leggendone un altro, possibilmente dello stesso autore. Ho optato per il romanzo-verità che ha sconvolto la vita da reporter e scrittore di Capote. E non sto usando un verbo casuale. Sconvolgere è il verbo giusto. La storia vera di un massacro familiare in una quieta cittadina del Kansas. Dai tempi della strega dell'Ovest non succedeva qualcosa di così traumatico in quello stato. No, non è vero, ma almeno a livello letterario è così. Ad Holcomb non si fermano nemmeno i treni passeggeri, solo una breve sosta per lo scarico merci e la posta. Un delitto, destinato a diventare celebre nella cronaca nera nazionale, le porterà fama ed un'oscura nomea
Capote, affascinato dall'assassinio (e soprattutto dagli assassini), si reca ad Holcomb per avviare la sua indagine scrupolosa (ai limiti del maniacale) di cui ci restituisce quasi tutto. L’intera cittadina è ritratta, con meticolosità e perizia, romanzandone, però, i caratteri, presentandoci i protagonisti delle vicende come se fossero i personaggi di una narrazione corale, descrivendone gli animi e gli appetiti, le ambizioni e le sofferenze, con uno stile misurato e pulito che si discosta dal tono vivace e brillante di "Colazione da Tiffany" (in cui trova spazio la più sottile ironia e la più cupa tristesse). Fino ad ora, agghiacciante e superbo. 

Da consultazione, c’è sul comodino anche “Centolettori”, una raccolta che raccoglie i pareri di lettura dei consulenti Einaudi (dal 1941 al 1991). Da amatoriale dispensatrice di consigli, e da lettrice vorace di articoli dedicati ai libri, non potevano che incuriosirmi i giudizi degli esperti del settore. Consulenti e collaboratori ripercorrono la prestigiosa storia (e la storia che non fu mai) della casa editrice italiana attraverso i libri pubblicati e quelli rifiutati, libri dal successo indiscusso e libri sconosciuti, libri diventati classici e quelli invece dimenticati. Una storia fatta di corrispondenze tra grandi autori, giudizi più o meno lungimiranti, stoccate, stroncature e passioni troppo accese per storie che invece si raffreddarono in fretta. Da leggere in pillole, a seconda dell’umore. è sempre necessario un libro da consultazione tra la pila di libri in lettura. Da riprendere ogni tanto, quando ciò che stiamo leggendo non ci soddisfa pienamente o ci soddisfa troppo, tanto che risulta necessaria una pausa. 


Libri in coda


Infine, “Maledetta balena”, una graphic novel. Non ho ben chiara la trama, il tomo si presenta volutamente misterioso con pochissime parole di orientamento sulla quarta di copertina e ancor meno all'interno. La mia passione per i cetacei, che nasce soprattutto in ambito letterario, però, dovrebbe compensare qualsiasi incertezza. Me la riservo per un pomeriggio di stizza. Anche quest’ultima rientra tra i malumori da curare con la lettura. Una graphic novel si legge in fretta e, se fa il suo lavoro, dovrebbe anche scacciare le paturnie. O crearne di nuove. Più belle. 


9 commenti:

  1. Bellissimo post :) sul mio comodino non c'è nessuno dei libri che hai tu, eppure mi sento perfettamente descritta in questo post perché la mia pila di libri sul comodino (che poi in realtà non sta sul mio comodino) è concepita nello stesso identico modo (che poi è quello della maggior parte dei lettori in generale): ci sono i libri finiti ma che sono così belli che è ancora troppo presto per dire loro addio e se anche uno si obbligasse a rimetterli a posto sulla libreria, in pochi giorni si ritroverebbe di nuovo a cercarli, sfogliarli di nuovo e rileggere qualche pezzo qui e là... e poi ci sono quelli in lettura ovviamente e quelli invece da leggere, ho un rapporto molto conflittuale con i libri da leggere perché variano moltissimo in base al mio umore quindi ogni settimana cambiano :)
    Infine volevo dirti che ogni volta che vedo un tuo video o leggo un tuo post finisco per cambiare la mia wish list, soprattutto aggiungendo i libri che consigli, grazie a te sto leggendo Trilogia dell'Area X e Dio di illusioni e mi stanno piacendo molto :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille, Arianna. Hai descritto perfettamente la relazione di ogni lettore con la sua pila di libri sul comodino. è una condizione che ci accomuna tutti!

      Elimina
  2. Un bel po' di bella roba!
    Sul mio comodino ci sono Viaggio al termine della notte e Mattatoio n.5 (in lettura), Le città invisibili (che non vedo l'ora di cominciare a leggere per giocarci con la scrittura), Verdi Colline d'Africa e Post Office (che tra quelli di Bukowski è l'unico che ho comprato ma quello che mi piace di meno...)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ottime letture, cara! Celine non è facile da alternare ad altri autori ma vedo che tu te la cavi benissimo. Sei una lettrice esperta e giocoliera, chapeau!

      Elimina
  3. Molto simpatico il modo in cui scrivi e anche molto affine a me ed al mio personale modo di conoscere ed amare i libri. Buone letture sempre.

    RispondiElimina
  4. Dopo lo scaffale vogliamo far crollare anche il comodino?

    RispondiElimina
  5. Che mix di letture! Non trovi sempre interessante come si passa da un libro ad un altro, a volte in maniera molto logica e a volte... non si sa!
    Dovrei riprendere in mano anch'io Camus, lo straniero mi è rimasto dentro, è una lettura che non si può dimenticare facilmente.
    Dei Man Booker: è uscito finalmente in italiano il romanzo di Chigozie Obioma, se non l'hai già letto in lingua te lo consiglio!

    RispondiElimina