venerdì 12 giugno 2015

"Sie breve et arguto"

Non so se riuscirò ad essere arguta ma sicuramente sarò breve. O quasi.



"Di regola io ne conosco una sola: bisogna essere buoni, cazzo!".

Un libriccino piccino che raccoglie alcuni discorsi tenuti da Kurt Vonnegut alle classi di laureandi, sulla soglia del mondo adulto. Sono divertenti, sdegnati, bizzarri, sfacciati. Certo, c'è qualche ripetizione, non è il capolavoro perduto e imperdibile ma vale la pena leggere qualsiasi segno grafico abbia vergato questo signore qui.

Si può rimanere indifferenti a molte disgrazie, ma non di certo ad una tale portata di coraggio, luminosità, altruismo. Che magnifico navigatore spaziale sei stato, Kurt.









Altra novità editoriale, altro libro piccino, altro caso di recupero testi di autori immortali e troppo bravi per essere umani. L'editoria gioca coi nostri sentimenti, usa i nostri cuori come li userebbe un giocoliere. è difficile resistere al richiamo di questi racconti inediti, sopratutto se hai letto tutto tutto tutto ma proprio tutto di JD e vuoi continuare ad ascoltare le sue chiacchiere inesauste. Anche se va contro il principio etico del rispetto delle volontà dei morti (Salinger voleva solo essere lasciato in pace e che tutto ciò che avesse scritto fosse bruciato tra le fiamme del monte fato), li ho letti. Il primo racconto è fenomenale, il resto un po' meno. Ma stiamo parlando sempre di quella vecchia sagoma di JD Salinger.




Il manifesto contro i libri di merda, datato 1856. Oh, George Eliot, impietosa e piena di spirito. Nei panni della giustiziera, armata di sagacia, sei rifulgente.

Le tue invettive contro i romanzi per "teste da cappellino" mi hanno lasciato senza fiato dal ridere.

Dopo più di un secolo, è cambiato ben poco. Spero possa esserti di conforto, significa che l'attualità della tua penna è ancora ben viva. Ahimè per noi.

Qualche esempio, a seguire:




4 commenti:

  1. Okay, il libro di George Eliot DEVO averlo! Sembra meraviglioso!!

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  2. Quello di George Eliot lo voglio, quello di Salinger l'ho letto (e concordo con te), quello di Vonnegut mi sa che salto.
    Dovrò pur fare una selezione! (O no? No, eh?)

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  3. De I giovani il primo racconto è quello che mi è piaciuto meno, meglio gli altri due, ma non imperdibili.

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  4. Non sono un lettore di Vonnegut... credo che ognuno di noi abbia degli autori che sa che dovrebbe frequentare ma che, per un motivo o per l'altro, non frequenta. Sottoscrivo però ogni altra parola: le tue su Salinger (anche io recupero tutto quello che pubblicano di lui, ben sapendo che ormai per riempire un suo libro mettono un carattere 17 e una serie di pagine bianche alla fine, che tanto lo si compra lo stesso) e quelle della vecchia George Eliot su certi terribili romanzi! Tra l'altro, è forse la prima descrizione attestata del fenomeno delle Mary Sue? XD

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