giovedì 14 maggio 2015

Miscellanea

Mi sono stupita di come il blog nell'ultimo periodo stesse diventando uno spazio quasi serio, dedicato alla letteratura; di come stessi scrivendo tantissime recensioni, articolate, addirittura sensate. Non potevo permettere una tale deriva.  Di conseguenza, ecco il grande ritorno del post scazzone, quello in cui perdo ogni credibilità (mai avuta alcuna, in verità) e incomincio a mitragliarvi di informazioni a caso.

Da fine Aprile mi sono trasformata nel genere di persona che ho sempre voluto diventare ma per la quale covavo anche un rancore sottocutaneo, un'invidia livorosa: una creatura produttiva.  Ho iniziato a lavorare regolarmente in biblioteca (part-time, con l'università, non esaltiamoci troppo); ho dato due esami; ho mandato duecentoquarantasette email a professori trasformandomi in un generatore automatico di congedi creativi ("cordialità" è trapassato); ho compilato per l'ennesima volta il curriculum (mistificando la sua palese scarsezza e millantando competenze acquisite giocando a the sims) riuscendo comunque, contrariamente ad ogni aspettativa, a non farlo sembrare un obbrobbrio;
ho anche iniziato un programma di fitness di cui non vi parlerò perché lo ritengo penoso benché produca dei risultati. Parlare di attività fisica o diete per me equivale ad andare in metropolitana vestita da grande puffo, distribuendo volantini propagandistici contro Gargamella. Una poracciata umiliante. La considero un male necessario di cui meno si parla pubblicamente meglio è. Meglio imputare il dimagrimento allo stress o ad una brutta colite che ammettere di aver saltellato senza sosta tra le pareti della tua cameretta, ascoltando musica truzza.

Terminata questa breve parentesi, sono anche riuscita a trovare un passaggio per il Salone del Libro di Torino (andrò DOMENICA 17 MAGGIO). So già che mi aspetta un comitato di benvenuto (con pernacchie e vuvuzela).


Apriamo e chiudiamo una parentesi su quanto l'immagine UFFICIALE del Salone sia di una bruttezza imbarazzante. Sembra sfornata da trashitaliano.it.

Ciò che prevedevo era di fare tutti e cinque i giorni come era successo l'anno scorso ma non sono riuscita a combinare un bel nulla. L'organizzazione prevedeva del tempo che non avevo ed una serie di imprevisti mi ha ancora di più rallentato. Insomma, è già un miracolo che io riesca a venire un giorno. L'autoflagellazione avverrà nei giorni successivi, tranquilli. Nell'epoca dei social network, non presenziare ad un evento significa dover subire il cronico mal di pancia provocato da tutte le foto/commenti pubblicati dagli astanti,  generati apposta per provocare il rosicamento degli assenti. Maledetti.

Passiamo ad altre informazioni ben più allegre. Innanzi tutto, Domenica con Repubblica è uscita una storia di Zerocalcare. Ormai lo seguirei pure dentro Mordor. Non so se si renda conto che quello che scrive ha la forza di buttarti a terra con i denti rotti mentre non riesci comunque a smettere di ridere.







 Girovagando per Milano, ho notato due librerie "nuove". Una in realtà è una libreria di catena che è stata ristrutturata. Sto parlando della Feltrinelli del Duomo. Colgo l'occasione per urlare un cavernoso buuu d'indignazione. Per l'inaugurazione infatti non è stato organizzato nulla di speciale, a meno che voi non vi esaltiate per un ammasso sudaticcio di gente, accalcata in uno stesso luogo. A parte questo, se già ci eravate stati, non rimarrete stupefatti tanto dai nuovi interni o dall'organizzazione degli spazi. Sì, è tutta in legno, sì, è ancora enorme. No, la novità non sta qui. La novità sta nel fatto di prendere come ispirazione lo spirito delle librerie indipendenti. In particolare, forse si sono accorti che la selezione del personale doveva essere più curata visto che i dipendenti sembrano più dei robot/commessi e non dei librai. I libri riportano dei bollini con i consigli del libraio (finalmente un nome, e non uno sguardo arcigno!). Ci sono degli scaffali tematici con una selezione di titoli dedicati.  Come vedete, grande spazio è dato al rapporto librai-lettori, si punta molto sul comfort e sull'ambiente accogliente e familiare (ripeto: librerie indipendenti).
Dal punto di vista tecnico, possiamo dimenticare il fallimentare esperimento delle malfunzionanti macchinette (spaventosamente simili ai generatori di biglietti per i mezzi pubblici). Si passa ai tablet, più veloci, più pratici, funzionanti.






A proposito di librerie indipendenti, ne ho scovata un'altra. Si chiama "Linea d'ombra" e si trova in via S. Calocero 29, la via è appartata, tranquilla. Solidale con il suo nome, la libreria è davvero in penombra, almeno da fuori lo sembra, ma dentro è davvero bellissima. Ho visto che non sono molto presenti sui social ma hanno un sito molto curato (http://www.librerialineadombra.it).
Nel caso cerchiate qualcuno che si occupi della parte social, fate un fischio. Ogni occasione è buona per elemosinare, scusate.

Le librerie indi oggi possono sfruttare la crisi del settore per reinventarsi ed imporre le loro pratiche, certamente premianti e molto più dinamiche rispetto al supermarket della grande libreria di catena che, non aggiungendo nulla all'esperienza dell'utente, non può competere con i grandi colossi dell'ecommerce. Se si punta solo sul guadagno, è ovvio che Amazon vincerà sempre.
A questo proposito, non posso non citare Ludovica, libraia meravigliosa della libreria "Le notti bianche" a Vigevano. A fine Marzo ho avuto l'opportunità di presentare il nuovo libro di Fabio Genovesi, "Chi manda le onde". Trovate qui la trascrizione della chiacchierata fatta con l'autore.
La libreria si trova in pieno centro, a pochi metri da una delle piazze più belle d'Italia, piazza Ducale. Non fatevi ingannare dalle dimensioni, è piccina ma contiene moltitudini. Non vedo l'ora di tornarci per ritrovare di nuovo la grandissima cura riservata  ai clienti, ai colori, allo spazio per i libri ma sopratutto al loro contenuto!
Piazza Ducale, Vigevano






Volevo poi informarvi di uno spazio bellissimo creato a Milano: il Giardino delle Culture. All'angolo di via Morosini e via Bezzecca, si apre uno spazioso cortile sovrastato da due murales, realizzati dallo street artist Millo. L'area è stata recuperata e rivalutata per trasformarsi in un'oasi pacifica al centro delle intricate strade di Milano.





Ultimamente sono stata in moltissimi posti meravigliosi che offre la capitale lombarda (seguitemi su Instagram per vederne qualcuno e consigliatemi altri luoghi dove bivaccare), a dimostrazione che la tristezza di Milano è solo una leggenda. Potete usare la scusa "Milano è brutta, non c'è nulla da vedere" solo se come me state facendo da Cicerone ad un'amica in visita e non volete essere costretti ad amputarvi le gambe perché non reggete i 400 km al giorno (nemmeno i tedeschi attrezzati con birkenstock e bermuda kaki reggerebbero!).

Dopo questi strombazzamenti, vi lascio ai tre torrenziali video che ho pubblicato nell'ultimo periodo. Nella migliore tradizione, sono tutti e tre caciaroni, con grande spazio lasciato ai fattacci miei.







3 commenti:

  1. Buongiorno!
    Un travolgente fiume... O un fiume travolgente!
    Ho rotolato per qualche scroll!
    A parte la pubblicità, mi ha divertito!
    Buon lavoro...
    Ps: Le manderó il mio CV, almeno, forse Lei potrá
    Inserire qualche competenza interessante!
    Io peró gioco a NW e sono mago del controllo.
    Come posso trasporlo nel cv?

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Sarà tra quelli che rosicheranno dei millemila post/tweet/immagini del SalTo...

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