giovedì 26 giugno 2014

Perché la letteratura italiana no.

Anche voi avete sopportato smorfie di disgusto, labbra arricciate e sguardo perso nel vuoto nella rara occasione in cui avete tentato di consigliare un autore italiano contemporaneo? Ebbene, decido di rischiare di incappare nello stesso insuccesso. Inauguro questa rubrica, un po' provocatoria ma assolutamente in buona fede, in cui cercherò di consigliarvi - anche sotto vostro suggerimento - gli scrittori italiani contemporanei che vi faranno vincere qualsiasi pregiudiziale resistenza contro la Letteratura del nostro bel Paese. Non pensare di essere al sicuro neppure tu, irriducibile esterofilo (sì, sì ti vedo, all'angolo della tua libreria abbracciato all'opera omnia di Marquez). Dai una possibilità a  qualcosa di nuovo che potrebbe stupirti.
Infine, vi ripasso la palla. Fuori i vostri nomi! E non cercate di cavarvela con autori già molto noti - chi per merito chi per cieca fortuna - come Gramellini, Mazzantini e Camilleri. No. Vogliamo sapere se c'è altro al di fuori del circuito mainstream. Non solo perché vogliamo fare gli hipster, ma perché vogliamo sconfiggere - appunto - uno stereotipo. Un gran numero di lettori è deluso dalla produzione italiana sia perché è confuso dalla marea di nuovi titoli che escono annualmente - diventa così impossibile pescare qualche novità davvero valida - sia perché ben presto inevitabilmente tutti questi nomi e romanzi-fotocopia vengono dimenticati e si ritorna agli stessi colossi: o gli scrittori-giornalisti con la loro carica di perbenismo di sinistra che ci ha proprio stufato, o il romanzo per trentenni dissociati e disperatissimi (anche questo molto di sinistra nostalgica e assente) o ai gialli (almeno alcuni di questi sì, di qualità). Ma c'è dell'altro? Scopriamolo insieme. Io dico di sì, e vi sfido a fare altrettanto.      

4 commenti:

  1. beh, ad esempio, negli ultimi anni ho letto (con molto piacere) autori come Melania Mazzucco, Alessandro Piperno, Paolo Cognetti, giusto per fare qualche nome.

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  2. il primo che mi viene in mente è Matteo B. Bianchi: ormai è passato un po' da quando ho letto "Esperimenti di felicità provvisoria", ma ricordo che mi piacque parecchio, anche perché non rimaneva nell'autobiografico come "Generation of love", altrettanto carino, ma un po' più... prevedibile! :)

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  3. Ho letto di recente Paolo di Paolo e Andrea Bajani, assolutamente niente male...

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  4. Autori italiani? Francesco Falconi, Mattia Signorini, Lorenza Gentile.

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