domenica 23 giugno 2013

25 Bookish Things

Risucchiata dalla sessione estiva, gabbata continuamente dal mio pc moribondo, sono comunque riuscita a produrre questo video. 25 cose da lettori. Spero possa strapparvi un sorriso. 


giovedì 13 giugno 2013

L'uomo che ride, Victor Hugo


 
Nella postfazione al romanzo, Stevenson, da lucido narratore qual era, assume la parte del professore e bacchetta il caro Hugo, accusandolo di verbosità e scarsa verosomiglianza. Ha ragione. Hugo si dilunga, si infiamma su dialoghi impossibili, scene da visionario che farebbero mettere le mani nei capelli a qualsiasi amante del realismo a tutti i costi. Ma il severo maestro deve ammettere che Hugo, tra i grandi forse quello che ha sbagliato di più, è un genio. Un genio la cui colpa è forse l'eccessiva animosità, la strabordante fantasia che non gli permetteva di fermarsi dal far correre la penna.
L'uomo che ride è il secondo romanzo che leggo di quest'autore. Il secondo dopo i Miserabili. Il pregiudizio c'era. Non pensavo che sarebbe riuscito a superare il suo più celebre capolavoro. Invece l'ha quanto meno eguagliato. Questo romanzo è molto più cupo e terribile de i Miserabili. Non c'è una risoluzione dell'intreccio, non c'è pentimento, non c'è la giustizia letteraria. Non ci sono antagonisti leggendari ma vili, bassi agenti dell'ombra e che nell'ombra rimarranno senza che il lettore possa darsi pace, sapendo almeno che qualcuno li abbia smascherati, anche se non puniti. Oscure maree inghiottono i personaggi, naufraghi, vagabondi, mostri deformi, ciechi. "Il mare e la sorte si agitano sotto lo stesso soffio".
Ho sempre pensato che Hugo fosse prima poeta e drammaturgo e solo dopo narratore. Forse perché quello che mi spingeva a voltare pagina dopo pagina, incantata, erano i ritratti di questi meravigliosi titani che sono i protagonisti delle sue storie. Sì, perché l'intreccio de "L'Uomo che ride", sottraendo gli interminabili discorsi del misantropo-filosofo Ursus, durerebbe trecento pagine. Altro che romanzo d'appendice. Ma la bellezza di queste idee ambigue - che hanno braccia, gambe, volti, occhi - ci trasporta nell'universo tragico di Hugo. Un mondo mai così satirico (i pari d'Inghilterra e la monarchia dileggiati e disprezzati) e mai così notturno e grottesco.

Note personali: Josiane, personaggio femminile magnifico, moderno e terribile. Una donna "nata dalla marea", con un occhio azzurro brillante e uno fiammeggiante nero.